Nella suggestiva cornice del Santuario di San Damiano, nel giorno della Natività della Vergine Maria, si è tenuto uno dei momenti più significativi per la famiglia dei Frati minori: il rito della vestizione e dell’accoglienza dei novizi.
Il rito, semplice ma solenne, guidato da fr. Francesco Piloni, Ministro provinciale dei frati minori di Umbria e Sardegna, ha segnato per un gruppo di 8 giovani – Giorgio Biesso, Tommaso Paci, Alessandro Ronci e Riccardo Tessaroli (Prov. San Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna), Don Marco Carpentieri (Prov. Salernitano-Lucana dell’Immacolata Concezione), Gerardo Longo (Prov. Napoletana del SS. Cuore di Gesù), Luca Peretti (Prov. San Giacomo della Marca), Alberto Moreno Prietro (Prov. dell’Immacolata Concezione della B.V Maria della Spagna) – l’ingresso ufficiale nel cammino del Noviziato, un anno di formazione e discernimento che trascorreranno a San Damiano, cuore dei luoghi francescani.
Con la vestizione dell’abito religioso, i novizi hanno assunto l’impegno di vivere secondo lo spirito di San Francesco, indossando il saio, veste povera e umile, legata con il cordone, simbolo dei voti di castità, povertà e obbedienza.
Il Noviziato rappresenta un tempo privilegiato e decisivo nel percorso vocazionale: dodici mesi durante i quali i giovani, guidati dal Maestro dei novizi fr. Simone Ceccobao, sono chiamati ad approfondire la conoscenza del Vangelo, della Regola e delle Costituzioni dell’Ordine. Essi vivranno la quotidianità della fraternità, sperimentando tanto la bellezza quanto le inevitabili fatiche della vita comune, confrontandosi con la radicalità della sequela di Cristo secondo lo stile di Francesco d’Assisi.
Il passo tratto dal Trattato dei Miracoli di Tommaso da Celano, letto da fr. Mauro Botti, Guardiano del Santuario, ha richiamato con forza la scelta di san Francesco di vestire un saio “a forma di croce”, segno visibile della sua completa adesione al Cristo crocifisso. “Come la sua mente si era rivestita del Signore crocifisso – scrive Celano – così tutto il suo corpo si rivestiva esteriormente della croce di Cristo”.
A seguire, fr. Francesco Piloni, nella sua riflessione rivolta ai novizi, ha sottolineato con lucidità e profondità il significato del cammino che i novizi stanno iniziando. “Vi siete rivestiti di un segno – ha detto – il saio a forma di croce, che rimanda a una presenza qui e ora, quella di Gesù Cristo, Dio vicino, che si prende cura dell’uomo”. Parole che si sono intrecciate con la responsabilità educativa affidata alla comunità: “Avete chiesto molto – ha proseguito – ci avete chiesto di aiutarvi a camminare, a vivere, a crescere. E dentro questi verbi c’è una promessa: la fatica, che non va evitata, ma attraversata”.
Il Ministro ha anche offerto una lettura attenta del contesto contemporaneo, citando l’artista romano Ultimo: “Essere giovani oggi è tremendo, perché sei senza punti di riferimento”. Un grido di smarrimento che trova risposta nella formazione francescana: “Il nostro compito è offrire questi punti fermi, essere noi stessi segni, essere adulti credibili a cui i giovani possano guardare”.
La celebrazione si è conclusa con un’agape insieme ai familiari, in un’atmosfera carica di emozione e gratitudine per un momento vissuto come un momento di grazia per l’intera comunità, che vede in questi giovani una promessa di speranza e rinnovamento.