La Festa che da secoli lega indissolubilmente la città di Assisi e il monastero di San Damiano
Si è conclusa il 23 giugno con emozionante concerto “al tramonto” presso il Santuario di San Damiano la Festa del Voto, commemorazione annuale che, da secoli, lega indissolubilmente la città di Assisi e il monastero di San Damiano all'intercessione miracolosa di Santa Chiara.
La festività ha ripercorso, come ogni anno, i giorni che hanno visto la comunità stretta attorno alla sua santa concittadina.
L'edizione 2025 ha preso il via all'alba del 22 giugno, con il suono delle Chiarine e delle campane cittadine che, fin dalle prime luci del giorno, hanno risvegliato Assisi, ricordando la liberazione dall'assalto dei Saraceni.
Il suggestivo corteo religioso e civile, partito da Piazza San Rufino e guidato da Mons Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino o, si è incontrato in piazza del Comune con l’amministrazione comunale cittadina: Annalisa Rossi, presidente del Consiglio municipale ha letto l’ordinanza del 26 maggio 1644 con la quale la festa è stata istituita. «Santa Chiara e la Festa del Voto sono più attuali che mai: ci dicono che speranza e diplomazia sono gli strumenti più giusti per realizzare la pace» ha detto il sindaco Valter Stoppini
Dopo un sentito momento di preghiera con le Clarisse, il corteo ha raggiunto San Damiano, accolto da fr. Mauro Botti, Guardiano dei Frati Minori della comunità francescana del Santuario. Qui, il Sindaco ha donato i ceri che illumineranno il luogo della vita di Chiara. A seguire, l'esposizione del Santissimo Sacramento e la benedizione eucaristica accompagnati dal suono della storica campanella di Santa Chiara.
Un miracolo di fede
La Festa del Voto affonda le sue radici in due episodi cruciali del 1240 e 1241, narrati dalle Fonti Francescane. Il primo evento vide le truppe imperiali, composte principalmente da "saraceni", invadere la Valle Spoletana avvicinandosi ad Assisi. Nonostante avessero già superato le mura, furono respinte da una forza soprannaturale, grazie alla preghiera di Chiara dinanzi alla teca con il Santissimo Sacramento.
Il secondo episodio, nel 1241, racconta l'assedio di Assisi da parte delle truppe di Vitale d'Aversa, uno dei condottieri più spietati di Federico II, un'azione militare che avrebbe potuto portare alla distruzione della città. La testimonianza del Processo di canonizzazione afferma che Santa Chiara chiamò le sorelle a pregare intensamente, e Assisi fu miracolosamente salva. Le truppe di Vitale si ritirarono precipitosamente, senza recare alcun danno al monastero di San Damiano, sebbene fosse situato fuori le mura cittadine.
La celebrazione di questo "grande fatto" fu istituita ufficialmente solo il 26 maggio 1644, su proposta del gonfaloniere Bernardino Locatelli, con modalità che, nelle loro linee essenziali, sono giunte fino ai giorni nostri: processioni con il Santissimo Sacramento e momenti di preghiera. Dopo una soppressione nel 1860 per ragioni anticlericali, la festa fu ripristinata nel 1923 grazie all'interessamento di Arnaldo Fortini, e nel 1941, in occasione del settimo centenario della liberazione di Assisi, le fu conferita l'impronta civile e religiosa che la caratterizza ancora oggi.
«La Festa del Voto è un evento che ci riporta alle radici più autentiche della nostra storia cittadina e spirituale – spiega fr. Mauro Botti, Guardiano dei Frati Minori della comunità di San Damiano –. È la città che 'fa il voto' a Chiara, riconoscendo in lei una protettrice: la Festa nasce infatti dalla città stessa, che nel 1644 decise di rendere grazie a Santa Chiara per la sua intercessione potente, ricordando la prima, straordinaria liberazione dai Saraceni».
«Questa celebrazione, ancora oggi così sentita e partecipata – sottolinea fr. Simone Ceccobao, Maestro dei Novizi – mette in cammino tutte le componenti della nostra comunità - istituzioni civili ed ecclesiastiche, i frati minori - ricordandoci che siamo un popolo itinerante dietro il Signore Gesù. È un ricordo vivo dell'intervento potente di Chiara a difesa della sua città, un episodio che ha plasmato l'identità di Assisi e la sua profonda devozione alla Santa».
«La Festa del Voto ci chiama ad avere lo sguardo di Chiara – continua fr. Simone – uno sguardo abitato dal cielo, esperto di contemplazione. Dopo otto secoli, Chiara ci esorta ancora a vedere con gli occhi di Dio, a leggere la realtà con stupore e a riconoscere la potenza dell'intercessione. Mai come in questo tempo, in un mondo segnato da guerra, ingiustizia, violenza e sofferenza, c'è una fame impellente di uomini e donne che si facciano intercessori dell'amore di Dio e del dolore dell'uomo, portando continuamente a Dio le istanze del mondo. Questo è il messaggio profondo che Chiara ci lascia, questo è il lascito della Festa del Voto: la consapevolezza che la preghiera e la fede autentica possono operare prodigi e dischiudere orizzonti di speranza anche nelle situazioni più critiche».
La partecipazione cittadina, sebbene quest'anno leggermente influenzata dalla concomitanza con la Festa del Corpus Domini, si conferma sempre molto sentita e partecipata. I novizi hanno attivamente contribuito alla liturgia, al canto e all'allestimento della piazza, testimoniando il loro impegno.
La Festa del Voto è anche l'occasione in cui la fraternità francescana accoglie e “disseta” la città, culminando nella tradizionale e apprezzatissima "limonata finale", un gesto di ospitalità che disseta tutti i partecipanti.
Le celebrazioni del 23 giugno sono proseguite nel suggestivo santuario di San Damiano, concludendosi con un concerto al tramonto, con la voce della soprano Chiara Giudice, l’arpa di Maria Chiara Fiorucci, i violini di Patrizio Scarponi e Margherita Tamburi, la viola di Luca Moretti e il violoncello di Ermanno Vallini.